La Storia
Non è facile definire qualcuno o autodefinirsi: grandi trasformazioni possono avvenire in noi e lo stesso sguardo retrospettivo sul passato muta facendogli acquisire significati e valori diversi.
Carlo e Cris si conoscono da molti anni e loro vicende di vita si sono intrecciate in tanti modi che, ovviamente, non riguardano solo la montagna. Eppure, in tutto questo mutare di orizzonti, affacciandosi nel vuoto della penombra estiva di una parete o al termine di un pendio nevoso appena “firmato”, si accorgono di ritrovare intatta, anzi miracolosamente accresciuta, quell'energia che insieme hanno già condiviso.
Forse anche sorprendentemente, oggi constatano non solo di essere entrambi guide alpine ma, animati da quella stessa energia, di voler svolgere la propria attività professionale nell’ ambito comune di Versanteovest.
Per Carlo e per Cris andare in montagna, cioè in mezzo alla natura con delle forze che ancora non si è in grado di conoscere e tanto meno di controllare, è espressione non solo di tecnica e esperienza ma soprattutto di capacità di “sentire”.
Condividono che non si appartiene solo al mondo delle idee, ma anche a quello dei sentimenti; che si dipende da entrambe queste componenti che sono inscindibili. Per loro, affinando questo sentire, si riporta l’attenzione sul rapporto che l’uomo ha con l’ambiente, quindi con l’ascolto di se stesso; se l’uomo è in grado di conoscere se stesso significa che è anche in grado di conoscere l’ambiente.
Si nota in Carlo e Cris un impegno costante rivolto alla ricerca dell’equilibrio tra l’aspetto razionale e logico e quello emotivo che è, per loro, il massimo grado di garanzia in termini di sicurezza; si perchè la guida alpina è responsabile della sicurezza dei clienti, allievi, compagni che si affidano a lui.
Sono consapevoli che essere guida alpina è una professione, d’amore, di responsabilità e di fatica.









